COSTUME E SOCIETA'

COSTUME E SOCIETA'

Notizie dalla società, usi e costumi, viaggi, moda, arte, cronaca di ieri e di oggi, curiosità.

Monica Vitti, una delle più grandi attrici italiane

La ragazza con la pistola
 
Maria Luisa Ceciarelli, donna ricca di fascino, riconoscibile tra le tante cose per la caratteristica voce roca, è nota al pubblico con il nome d'arte di Monica Vitti; nasce a Roma il 3 novembre 1931 ed è una delle più grandi attrici italiane, per molti, la più grande in assoluto.

Fin da giovane ha potuto seguire la passione per la recitazione, a soli quattordici anni già calcava le scene con ruoli importanti e ben più “pesanti” dei suoi anni, come nel caso de “La nemica”, in cui impersona una madre di circa 45 anni.

Studentessa all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'amico, nel 1953 consegue il diploma e inizia la carriera con ruoli di spessore, come nelle opere teatrali di Molière e Shakespeare; con "Sei storie da ridere" (1956) e "Capricci di Marianna" (1959) prosegue la sua formazione mettendosi ripetutamente in mostra.

Nel 1958 giunge anche l'esordio cinematografico nel film “Le dritte”, diretto da Mario Amendola; la decisione di dedicarsi al cinema non è così scontata, ad esso preferiva il teatro che, secondo lei, esaltava al meglio i pregi di un attore, lasciando in secondo piano la bellezza.

Doppiatrice di film stranieri, durante un lavoro di doppiaggio, nel 1959, incontra il regista Michelangelo Antonioni; celebre è la frase con cui iniziò a “corteggiarla”: “...Ha una bella nuca, potrebbe fare del cinema...”. E’ la prima svolta della sua vita professionale e sentimentale, la Vitti si legherà infatti al Maestro di cui diverrà musa ispiratrice.

Nel 1960 eccola ne “L'avventura” e di seguito, sempre con Antonioni, “La notte” (1961), “L'eclisse” (1962) e “Deserto Rosso” (1964); sono quattro anni di successi che la impongono a livello mondiale come interprete di donne forti, moderne, e dalla vita travagliata.

Terminata la storia d'amore con il regista, si lega a Carlo Di Palma, direttore della fotografia del suo ultimo film e, con lui, vivrà un'intensa storia d’amore; sfruttando al meglio la sua verve artistica, sul finire degli anni ‘60 comincia a imporsi nella commedia all'italiana, un mondo fino ad allora dominato da soli uomini.

Mischiando quel mix di sensualità, eleganza e comicità che le appartengono, duetta con i più grandi comici della commedia italiana e diviene estremamente ricercata dai registi del momento; nel 1968 l'esordio in questo genere avviene con “La ragazza con la pistola” (regista Mario Monicelli) in cui affianca Carlo Giuffrè.

In seguito eccola in “Amore mio aiutami” (1969) diretta da Alberto Sordi che compare anche in veste di attore, “Ninì Tirabusciò – La donna che inventò la mossa” (1970) regia di Marcello Fondato, con un cast d'eccezione (Lino Banfi, Gastone Moschin, Peppino De Filippo...), “Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca” (1970) regia di Ettore Scola, con Marcello Mastroianni e Giancarlo Giannini, e ancora “Noi donne siamo fatte così” di Dino Risi con Enrico Maria Salerno, e “L'anatra all'arancia” (1975) di Luciano Salce con Ugo Tognazzi, Enrico Montesano e Barbara Bouchet.

Anche all'estero cominciano ad apprezzarla, nel 1971 la troviamo ne “La pacifista” di Miclòs Jancsò, nel 74' “Le fantôme de la liberté “ di Luis Buñuel, nel 78' ”La raison d'état “ di André Cayatte.

Tornando alla sua passione per il teatro, negli anni ‘80 dirada le sue apparizioni cinematografiche, di questo periodo vanno ricordati “Flirt” del 1983 e “Francesca è mia” del 1986; il regista è Roberto Russo, grande amore con cui convolerà a nozze nel 2000, dopo ben 27 anni di fidanzamento.

Nel 1990 Monica Vitti debutta come regista nel film “Scandalo segreto” in cui compare anche come attrice poi, pubblica due autobiografie e, dopo aver mietuto successi a go go, tra cui poco meno di dieci David di Donatello e altrettanti Globo d'Oro, nel 1995 vince anche il Leone d'Oro alla carriera al Festival del Cinema di Venezia.

Oggi l’artista vive isolata, colpita da una malattia degenerativa somigliante all’Alzheimer.

Condividi post

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post