COSTUME E SOCIETA'

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Vita ed opere di Franco Zeffirelli, regista e sceneggiatore con la passione per il teatro

Franco Zeffirelli omaggiato in teatro
Gian Franco Corsi Zeffirelli, noto a tutti con il nome di Franco Zeffirelli, è un noto regista e sceneggiatore, nato a Firenze il 12 febbraio 1923; registrato all'anagrafe con il cognome Zeffiretti in onore di un'opera di Mozart, si trovò per via di una cattiva trascrizione, a portare quello di Zeffirelli. 
 
Un giovane Zeffirelli all'opera
Non riconosciuto dal padre (un ricco commerciante di stoffe), perse la madre all'età di 6 anni e venne cresciuto da una vecchia zia, una balia e una vicina ma, fu solo grazie all'intervento del suo istitutore, Giorgio La Pira, futuro sindaco di Firenze, che riuscì a ritrovare un briciolo di serenità ed equilibrio. 
 
Giovanissimo scoprì la propria omosessualità e, grazie a un frate dell'oratorio, riuscì a trovare il modo di far convivere la sua inclinazione sessuale con la fede religiosa che viveva in maniera intensa e profonda. 
 
Diplomato all'Accademia di Belle Arti di Firenze, frequenta architettura e, nel 1946, comincia a trattare di prosa lavorando a Radio Firenze; l'anno successivo debutta come attore nel film di Luigi Zampa “L’onorevole Angelina” mentre, l'anno dopo, diviene aiuto regista di Luchino Visconti di Modrone nel film “La terra trema”. 
 
Nel 1950 riesce a dirigere la sua prima opera teatrale, “Lulù”, quindi conduce con successo e continuità opere liriche teatrali; in questi anni oltre a Visconti, comincia a collaborare con altri registi famosi come Michelangelo Antonioni, Roberto Rossellini, Vittorio De Sica e, grazie allo stesso Visconti, con cui ha instaurato un ottimo rapporto di amicizia, comincia a frequentare Parigi, diventando amico, tra gli altri, di Coco Chanel e Marais. 
 
Nei primi anni cinquanta le collaborazioni eccellenti continuano: 
  • 1953 con Antonio Pietrangeli in “Il sole negli occhi” 
  • 1954 con Visconti in “Senso” 
  • 1956 ancora con Pietrangeli in “Lo scapolo”. 
Nella seconda metà degli anni '50 (1957) finalmente debutta sul grande schermo con “Camping”, giovane commedia sentimentale in cui spicca l'attore Nino Manfredi; nel 1965 lo si ritrova a teatro a dirigere “La lupa” di Giovanni Verga, con una Anna Magnani in grande spolvero.
 
Sul finire degli anni sessanta, Zeffirelli dà il meglio di sè con brillanti trasposizioni di alcune opere Shakespeariane; qui è possibile vedere e ammirare veri e propri capolavori in cui si ravvisa l'animo più vero del noto regista, la sua attenzione per i dettagli, il suo timbro, l'eleganza, la delicatezza del racconto e la bellezza della narrazione. 
 
Da questo momento diventa protagonista assoluto della scena e le sue produzioni accrescono l'importanza e la grandiosità del cinema italiano. 
 
La Bisbetica domata
Nel 1967 dirige “La bisbetica domata” con Elisabeth Taylor e Richard Burton che entreranno, dopo Anna Magnani, a far parte della schiera dei suoi numerosi amici; con questa realizzazione raggiunge un successo che definire strepitoso è ancora riduttivo e, come se non fosse ancora sufficiente, l'anno successivo porta al successo “Romeo e Giulietta”, interpretato dalla giovanissima Olivia Hussey e il bel Leonard Whiting.  Commovente e appassionante, la tragedia Shakespeariana vince un David di Donatello e ottiene una nomination agli Oscar. Quest'ultima opera porta con sé polemiche e critiche per una duplice serie di motivi, in primo luogo la giovane età della protagonista e, diretta conseguenza, le scene di nudo in cui compare. 
 
Negli anni 70' porta in scena la sua fede: 
  • 1972 “Fratello Sole, Sorella Luna”, la storia di Francesco d'Assisi 
  • 1977 “Gesù di Nazareth”, un kolossal con un cast di tutto rispetto in cui spiccano Olivia Hussey (nei panni di Maria), Robert Powel (Gesù), Peter Ustinov (Erode), Laurence Olivier e Anthony Quinn. 
  • 1978 è il turno de “Il campione”, con Jon Voight e Faye Dunaway, una riedizione di un film del 1931, “The champ”. 
 
Siamo ormai giunti agli anni '80, il decennio in cui escono, “Amore senza fine” con interpreti Brooke Shields, Tom Cruise e Martin Hewitt, (1981), nel 1982 “La Traviata”, “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”, nel 1986 “Otello”, nel 1988 “Il giovane Toscanini” con Elisabeth Taylor e C. Thomas Howell e nel 1990 “Amleto” con Mel Gibson e Glenn Close. 
 
Aida - Teatro alla Scala (2006 )
La sua passione per i classici non si ferma, perchè negli anni '90 dirige “Don Carlo”, con Luciano Pavarotti nei panni del protagonista, nel 1993 “Storia di una capinera” e, tre anni dopo “Jane Eyre” con William Hurt e Charlotte Gainsbourg. Un film parzialmente autobiografico (“Un tè con Mussolini” con Cher) viene prodotto nel 1999 mentre, la chiusura della carriera avviene nel 2002 con “Callas Forever” che vede protagonisti Jeremy Irons e Gabriel Garko. 
 
In tutte le sue opere resta viva la traccia che Visconti ha lasciato in lui, soprattutto nella cura dei dettagli, dei particolari e della riproduzione meticolosa e fedele (per quanto possibile) della realtà; nonostante il grande successo cinematografico, non ha mai abbandonato la passione per il teatro, al punto da portare in scena, negli anni 2000, 2 opere, l'”Aida” (2006) alla Scala di Milano e “La Traviata” (2007) al Teatro dell'Opera di Roma. 
 
Paglicci, Teatro Carlo Felice (2011)
Celebrato in molti paesi, uno su tutti l'Inghilterra che, nel 2004 gli ha conferito il titolo di Sir per la qualità con cui ha rappresentato le opere di William Shakespeare, dando massima diffusione al teatro inglese, non è solo un grande regista ma anche uomo politico che, nel 1994 ha deciso di presentarsi con il partito Forza Italia, divenendo senatore 2 anni dopo.
 
Franco Zeffirelli
Franco Zeffirelli
 

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