COSTUME E SOCIETA'

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Richard Avedon, biografia di un grande fotografo


Richard Avedon nasce a New York il 15 maggio 1923 da una famiglia ebraica benestante in cui la madre aveva alle spalle una famiglia di produttori di abbigliamento e, il padre, nello stesso settore, aveva un negozio, il Avedon's Fifth Avenue sulla Fifth Avenue. Questa vicinanza all’arte e alla moda, spinsero il giovane Richard, alla sola età di 12 anni, a iscriversi alla Young Men's Hebrew Association (YMHA) Camera Club, un’associazione per giovani ebraici con la passione per la fotografia.
 
Con la sua Kodak Brownie Box cominciò il suo lungo viaggio all’interno della fotografia, dapprima immortalando abiti nel negozio paterno poi la sua famiglia, quindi sua sorella, vera e propria musa ispiratrice.

Studiò presso la DeWitt Clinton High School in New York City, dove strinse una forte amicizia con il futuro grande scrittore James Arthur Baldwin, con cui diresse il giornale della scuola “The Magpie” dal 1937 al 1940; l’anno successivo, presso lo stesso istituto, conseguì il titolo di “Poet Laureate of New York City High Schools”, poi la laurea.


Iscrittosi alla Columbia University per studiare poesia e filosofia, dopo un solo anno decise di abbandonare gli studi divenuti per lui troppo noiosi e decise di servire il proprio paese impegnato nella Seconda Guerra Mondiale; proprio presso la Marina Mercantile, con la Rolleiflex regalatagli dal padre prima della partenza, avrà inizio la sua carriera con l’incarico di realizzare fotografie per documenti di identità, foto di autopsie e di riconoscimento dei marinai caduti.

Tornò in patria, nel 1944 si sposò (il matrimonio durerà solo cinque anni e terminerà con un divorzio) con l’attrice e modella Dorcas Marie Nowell (nota ai più come Doe Avedon) e,  divenuto fotografo professionista, si iscrisse e studiò fotografia alla New School for Social Research in New York City, dove i corsi erano tenuti dal direttore artistico Alexy Brodovitch della rivista di moda Harper's Bazaar.

Proprio l’ammirazione da parte di Brodovitch lo farà entrare a far parte di Harper's Bazaar, il sodalizio durerà vent’anni e qui arriverà a  ricoprire la carica di direttore della rivista. In questi anni non si fece mancare nulla, non solo foto di modelle, ma anche scatti e ritratti in bianco e nero di personaggi famosi come Marilyn Monroe, i Beatles, Martin Luther King, Malcom X, oltre a persone comuni, scene di vita ed episodi particolari come nel 63’ in Time Square, dove vengono immortalate svariate persone che espongono copie di giornali riportanti la notizia dell’assassinio del Presidente Kennedy.

Non è un caso se nel 1959 realizzò il suo primo libro “Observations”, con ritratti di personaggi famosi (un esempio? Picasso), il tutto correlato da testi di Truman Capote; nel frattempo, è il 1951, e trovò il tempo per convolare a nozze con Evelyn Franklin da cui ebbe l’unico figlio John, oggi scrittore.

Nel 1966 passò alla rivista Vogue (per la quale lavorerà per circa 25 anni) realizzando la maggior parte delle copertine e diventando direttore nel 1973, carica che rivestirà fino al 1988; nel frattempo, nel 1964, era uscito “Nothing Personal”, una nuova raccolta di fotografie in cui compare un saggio dell’amico James Baldwin.

E’ il 1973 quando esce “Alice in Wonderland”, in cui i personaggi ritratti hanno pose e gesti studiati, quasi fino alla teatralità mentre, l’anno dopo, fa scalpore con una mostra fotografica presso il Museum of Modern Art (MOMA) in cui “celebra” gli ultimi istanti di vita del padre dilaniato dal cancro.

Nel 1977, introdotto da un saggio di Harold Brodkey, pubblica “Photographs 1947-1977”, una raccolta di sue fotografie, i suoi primi trent’anni nella moda; otto anni dopo ecco “In the American West 1979-1984” in cui racconta, attraverso ritratti, la vita e la storia di vagabondi, minatori, cowboy e disadattati dell’Ovest degli Stati Uniti… non voleva essere di fatto solo un fotografo di moda e grandi personaggi. 

Avendon collabora con importanti riviste come il “Rolling Stone” e il “The New Yorker” diventando, per quest’ultimo, dal 1992, il fotografo personale e principale di tutti i tempi; l’anno successivo vede la luce “An Autobiography”, in cui sono comprese 50 sue foto e poco meno di 300 scatti che variano da personaggi famosi come Marilyn Monroe e Andy Warhol, a sua madre e suo padre, senza tralasciare persone comuni e malati di mente, il tutto senza un vero ordine cronologico, ma quasi a creare una reale storia di vita. L’anno successivo, viene insignito del “International Center of Photography Master of Photography Award”.



Nel 1994 vince il “Prix Nadar” grazie alla nuova raccolta “Evidence 1944-1994”, oltre 600 fotografie che celebrano 50 anni di lavoro: foto di moda, ritratti,  schizzi,  provini e  lavori giornalistici.

Nella sua lunga vita fotografica ha ricevuto numerose lauree honoris causa, nel 2003 ha ottenuto il “National Arts Award” alla carriera e il “Royal Photographic Society’s Special 150th Anniversary Medal and Honorary Fellowship” per il contributo all’arte attraverso la fotografia.

Richard Avendon si è spento in Texas a San Antonio dove si trovava per lavoro, era  il 1° ottobre 2004 e fu colpito da un’emorragia cerebrale; le sue opere continuano a essere esposte presso il Museum of Modern Art e Metropolitan Museum of Art di New York, e il Centre George

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