COSTUME E SOCIETA'

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Gardini designato a sostituire Cirri nel Credito romagnolo degli anni '80,

 

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Per chi era già grandino negli anni '80 risulta un po' strano rileggere questi fatti.  Da una parte si ha l'impressione di essere lontani da quei tempi, quasi cancellati, dall'altra portano con sè un senso di "non approfodito e poco chiaro" che ancora sembra determinare il nostro presene e futuro ..  Fose qualcuno più bravo di me consce e sa ricostruire passaggi e situazioni, sempre scontrandosi però con i soliti "muri di gomma"..

 

 

POCO PRIMA che il lungo corteo di auto blu si mettesse in moto da Bologna per accompagnare nella città romagnola il feretro di Cirri, i consiglieri di amministrazione più importanti si sono dati appuntamento per nominare il successore del padre-padrone di questa banca, un tempo emanazione diretta della Curia, oggi protagonista di una politica d' espansione che tra l' altro l' ha vista entrare nel pool del Nuovo Ambrosiano e nella Centrale. Successione difficile e complessa: il "Romagnolo" è quasi un oggetto misterioso, senza un grande azionista o un sindacato di controllo. Il capitale è frazionatissimo, due o tre gruppi familiari in tutto possiedono ciascuno al massimo l' un per cento delle azioni. Cirri coagulava con un sapiente gioco di deleghe e con il carisma di chi aveva costruito la "grandeur" dell' istituto, una maggioranza senza volto. Con alleanze e cooptazioni riusciva in pratica a far entrare nella stanza di comando chi voleva lui tenendo fuori tutti gli altri. E ora che succederà? Il gruppo Ferruzzi attirerà progressivamente nella propria orbita questa banca che amministra quasi 10 mila miliardi di depositi? O si aprirà una corsa all' acquisto? Con il disgregarsi dell' Ambrosiano e del gruppo Pesenti lo spazio degli istituti di credito privati si è rapidamente ridotto a favore di quelli pubblici: anche il Romagnolo entrerà nel gioco? Gardini è l' erede designato dallo stesso Cirri, che lo volle vicepresidente un anno fa. Un nome in alternativa potrebbe essere quello di Luigi Deserti bolognese ex presidente dell' Ice che però pare più probabilmente destinato alla vicepresidenza. Difficile invece che la scelta cada su gli altri due big industriali del consiglio di amministrazione: Mario Possati (Marposs) è legatissimo alla sua azienda, il reggiano Achille Maramotti (Max Mara) controlla già con i Lombardini il Credito Emiliano banca con la quale Cirri aveva coltivato l' idea di una fusione. Gli altri componenti del consiglio sono un notaio (Ciacci), l' ex amministratore delegato della Weber (Bellicardi) l' ex direttore della sede bolognese dalla Banca d' Italia (Griziotti) l' ex presidente della locale Associazione commercianti (Serrazanetti) un agricoltore (Lazzarini) ed il torinese Zanon di Valgiurata (ex Toro e, tra l' altro, consigliere di amministrazione della Juventus). "A parte Griziotti che è il nostro uomo nel Nuovo Ambrosiano e nella Centrale - commentava un membro del consiglio - nessuno di noi è banchiere, anche per questo la scelta è difficile". Gardini poi ha parecchi atout. E' giovane, con vaste relazioni internazionali alla guida di un gruppo solido, molto vivace, dotato di notevolissimi mezzi finanziari. Poi è di Ravenna, città alla quale si impasta la 04622 storia dei Romagnoli e di tre vecchi amici, compagni di gioco fin dall' infanzia. Ravennate era Cirri entrato in banca come semplice fattorino, ravennate Ferruzzi anche lui "self made man", ravennate Attilio Monti (che pure ha azioni del Romagnolo). Gardini riuscirà ad aggiungere alla complessa guida del gruppo agro-industriale anche quella della banca? E tenterà la scalata alla maggioranza del capitale sociale portato con l' ultima assemblea da 38 a 61 miliardi?

(LUCA SAVONUZZI)

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monica c. 03/21/2012 19:20

Uh, il gioco dell'impiccato...