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Apparentemente sembra che i “leggins” si siano diffusi in questi ultimi anni conquistando tutti, dai personaggi famosi, alle persone comuni eppure, la loro origine è antica e, per chi non li ricordasse, già negli anni ’80 erano indossati con il nome di fuseaux o pantacollant, prima di lasciare il posto ai panta-jazz.

Stessa forma, nome diverso, sostanza identica.

Indossati già da cowboy e nativi americani, nel Medioevo iniziò la loro diffusione anche qui, la funzione principale era quella di ovviare al problema del freddo; potevano avere differente lunghezza, arrivare al ginocchio, al polpaccio oppure estendersi fin sotto al piede.

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Lana, seta, pelle o lino come i preferiti di Carlo Magno, i tessuti potevano variare e, i nobili, che erano soliti indossarli per differenziarsi dal resto della popolazione, 

Le donne li indossavano sotto le lunghe vesti e, per questo motivo era impossibile poterli vedere; in seguito, sempre in ragione dell’inferiorità del gentil sesso, non fu permesso loro di indossarli e, nel caso in cui lo fecero, non potevano mostrarli.tendevano naturalmente a prediligere i tessuti più pregiati.

 

 

Tra il 18° e il 19° secolo si utilizzarono solo in occasioni ufficiali, generalmente di colore bianco risaltavano e apparivano decisamente diversi dai pantaloni che ormai avevano preso il sopravvento; sia nell’800 che nel ‘900 vennero utilizzati dai militari sotto la divisa poi, pochi anni dopo il termine della seconda guerra mondiale, Coco Chanel ed Emilio Pucci li sdoganarono facendoli entrare di diritto nell’abbigliamento femminile.

 

Siamo nel 1954 e Audrey Hepburn, icona di stile ed eleganza, in “Sabrina” ne indossa un paio nero: è bella, sensuale e sbarazzina.

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Le lunghezze variano proprio grazie a Pucci che dopo i primi modelli lunghi fino alle caviglie, ne disegna di nuovi ispirati ai pantaloni alla pescatora.

Nel 1978 Olivia Newton John in Grease ne indossa un paio nero, look aggressivo e fouseaux lucidi la trasformano da brava ragazza, assennata e studiosa, in donna seducente che sa cosa vuole e come prenderselo; è proprio lei, la bella Olivia, a contribuire alla diffusione di questo capo negli anni successivi, quando li indossa nei video di aerobica.

Negli anni ’80 questo modello di pantalone esplode con tutta la sua forza, vengono indossati prevalentemente da donne giovani di tutte le estrazioni sociali; in tessuti vari sono coprenti e possono essere portati al posto di una gonna o un altro indumento però, non c’è l’usanza di indossarli sotto a una gonna o un miniabito.

Sono un capo d’abbigliamento a sé stante; in quegli anni, sono piuttosto le felpe a maniche corte a essere indossate sopra le camicie, poche sono le temerarie che osano già indossare i fuseaux sotto le gonne; qualche caso già esisteva, giovani che, con uno stile individuale, precorrevano i tempi gettando le basi di una moda che avrebbe fatto il debutto solo molti anni dopo.

In stampa animalier, color carne, a tinte fluo, pastello, in pizzo, la fantasia non aveva limiti e tutti potevano trovare il paio più adatto; Madonna li indossava di pizzo nero nei concerti, e colorati in “Cercasi Susan disperatamente”.

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Sembrano poi scomparire per tornare nuovamente sulle passerelle e sulle strade negli anni 2000; 

Si diffondono rapidamente e di nuovo la fantasia degli stilisti non si ferma, tinte, fantasie, materiali, è un tripudio di colori che travolge tutte; questa volta però si indossano accompagnati da una gonnellina corta, un pantaloncino cortissimo o un miniabito.non sono più coprenti ma vagamente trasparenti e suscitano qualche perplessità per il fatto di essere più simili a calze in pesante filanca, ma senza il piede.

 

 

Una versione particolare, il legging prende piede tra le più giovani; si tratta di un legging che somiglia  a un jeans per fantasia, cuciture colorate che corrono lungo i fianchi e, qualche volta, fine-cuciture che danno l’idea di tasche applicate.

 

 

 

 

 

 

 

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