Era soltanto il 2010 quando Pasquale Natuzzi fu premiato con il riconoscimento “China Awards”,  una premiazione annuale rivolta alle aziende italiane che meglio hanno colto le opportunità del mercato cinese ed alle aziende cinesi che meglio hanno colto le opportunità del mercato italiano. L’obiettivo è quello di comunicare l’importanza che l’internazionalizzazione riveste per le imprese italiane e cinesi, ponendo l’accento sui benefici che derivano dai flussi di capitali, persone, idee, beni e servizi tra Italia e Cina. Questa è sicuramente la parte migliore dell’economia che lavora correttamente, sia in Italia che in Cina,  da un capo all’altro del mondo.

 

Pasquale Natuzzi è il fondatore e Presidente del Gruppo Natuzzi. L’azienda  disegna, progetta e vende divani, poltrone, mobili per uso residenziale. È tra le più grandi aziende italiane nel settore dell’arredamento, nonché leader mondiale nel segmento dei divani in pelle.  Il Gruppo Natuzzi è quotato in borsa a New York, ma soprattutto è un’azienda che non rinuncia al vero “made in Italy”, in favore del “meid in itali

Per ottenere risultati che fanno la differenza con altri prodotti del segmento, Natuzzi ha deciso di mantenere, all’interno del gruppo, ogni attività necessaria alla realizzazione dei suoi prodotti. Non ha seguito la moda e la convenienza economica dell'esternalizzazione.

In questo modo i processi di produzione, come i controlli qualità, risultano meglio sotto controllo e più efficaci. Diventa più semplice sviluppare le migliorie e la crescita di capacità professionale, che diventa capitale prezioso e fanno la differenza sul mercato.

Purtroppo tutto questo rischia di essere gravemente minato, dal fenomeno della liberalizzazione come si sta sviluppando in Italia. Da diversi anni, molti pseudo-imprenditori cinesi, stanno aprendo imprese offrendo lavoro di cucitura ed assemblaggio per divani e mobili imbottiti, a prezzi irrisori.  Queste pseudo-imprese, quasi mai in regola e sfruttando connazionali riducendoli quasi in schiavitù, sono in grado di fornire lavoro a prezzi stracciati accaparrandosi la quasi totalità dei lavori esternalizzati da grandi gruppi nazionali del settore dei mobili imbottiti. 

Questo fenomeno va denunciato e combattuto perchè permette lo sfruttamento di manodopera clandestina, non in regola, senza alcuna tutela per la salute e la sicurezza in capannoni fatiscenti. Distrugge il tessuto sociale locale composto da microimprese che lavorano in regola e nel rispetto delle leggi. Favorisce la crescita di conto-terzisti italiani senza scrupoli che assumono commesse, per rigirarle a queste pseudo imprese cinesi. Favorisce ed arricchisce quei grandi gruppi nazionali che sfruttano questo fenomeno per aumentare il proprio margine di guadagno. Questo comporta la messa fuori mercato di grandi gruppi che lavorano a difesa delle capacità professionali e della qualità, dall’altro riducono alla fame tutti i piccoli artigiani italiani e l’indotto collegato, costringendo le persone a lavorare in situazioni di illegalità ed insicurezza.

Per tutti questi motivi invitiamo a seguire l’inchiesta di Report, la trasmissione di Milena Gabanelli su Rai Tre, di cui viene di seguito riportato un video con i passaggi più cruciali.

 

 

 

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