COSTUME E SOCIETA'

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La scarpa: ancora non per tutti i piedi .

Antichi calzari

Per quanto possa sembrare strano agli occhi di un occidentale, ancora una parte dell'umanità non indossa abitualmente le scarpe.  In regioni della terra quali Asia, Africa e Sud America, benché il suolo sia abbastanza inospitale la scarpa è ancora quasi sconosciuta.
Eppure calzare scarpe è sintomo di civiltà: portavano calzature, di vario tipo naturalmente, tutti i popoli che nell'antichità hanno superato la selezione dell'anonimato per finire nelle cronache della storia: Greci, Egiziani, Romani e via dicendo.
In quelle epoche, però, la scarpa era un «accessorio» più che altro di utilità, veniva cioè usata specialmente in inverno e dagli eserciti che dovevano combattere con tutti i terreni.

Quasi sempre — dicono oggi i «podologhi», gli esperti dell'autonomia dei piedi e delle calzature più adatte a rivestirli — i calzari erano scarsamente funzionali. Piedi deformati erano insomma, all'ordine del giorno, basti pensare che ancora in epoca napoleonica, ai primi dell'800, non si faceva distinzione tra piede destro e sinistro.  Ai soldatini della fanteria di Bonaparte erano dati nell'equipaggiamento due zoccoli di legno all'anno perfettamente eguali.  Solo un pezzo di cuoio sopra consentiva di infilarli.

Ma il colmo dell'assurdità in fatto di scarpe è stato raggiunto in due civiltà lontanissime totalmente opposte.
In Cina, accadeva ancora negli anni ’80 che nelle campagne, la calzatura fosse utilizzata per millenni per «costringere» il piede, specialmente delle fanciulle, ad una dimensione ridotta perché il «piede grande» era considerato sinonimo di volgarità e di cattivo gusto. 

In particolar modo nelle classi socialmente elevate e in quelle più povere, inaudite sofferenze sono state provocate a creature rimaste poi per tutta la vita con «moncherini» ai posti dei piedi.  Ad oggi, con le grandi trasformazioni messe in atto negli ultimi trent’anni, della
Invece in Europa, soprattutto nei secoli sedicesimo e diciassettesimo, l'uso della calzatura fatta nelle fogge e nei materiali più strani, un po' per pretese di civetteria e un po' per necessità militari, ha provocato centinaia di migliaia di storpi.

L'articolazione del piede soprattutto ne soffriva quando veniva «imbragata» in modelli metallici pesanti e rigidi. La pelle ed il cuoio nel mondo della calzatura in fondo sono arrivati relativamente tardi al consumo di massa.
Persino oggi è la stoffa a farla da padrone come protezione del piede in alcune  zone del mondo. Per una parte del mondo si tratta in pratica di imparare, potendo, a portare le scarpe, mentre in buona parte  si discute sulle prospettive del gusto, essendo le scarpe vendibili solo se anche esteticamente gradevoli all'acquirente.
In America, negli anni ’80, si arrivò anche a progettare una macchina, battezzata «fabbrica di scarpe», completamente automatizzata da porsi agli angoli delle vie. 

Secondo i progettisti il cliente avrebbe dovuto porre il piede in una apposita «concavità», digitare su uno schermo video il numero di calzatura, scegliere la forma che desiderava come plantare, indicare il tipo di pelle, di mascherina, di tacco preferito (dopo aver pagato il conto, che a questo punto la macchina gli avrebbe indicato calcolando le richieste), premere un pulsante e... venire «calzato» automaticamente.

Al momento non mi risulta che questo progetto fantomatico degli anni ’80 abbia preso PIEDE ..  E per fortuna !!

 

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Laura 05/28/2012 22:39

Considerato le battaglie che faccio io con le scarpe, una bella Fabbrica delle scarpe in casa mi farebbe comodo :-). Che dici, linkiamo? :D