COSTUME E SOCIETA'

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Luisa Spagnoli, dal Bacio Perugina alla moda

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Luisa Sargentini, nota ai più come Luisa Spagnoli, è conosciuta per le sue produzioni nel campo della moda e del fashion tuttavia, sono in pochi a sapere che il suo debutto nel mondo dell’imprenditoria è avvenuta in ben altro modo, è lei infatti “l’inventrice” dei Baci Perugina.

 

Nata a Perugia il 30 ottobre 1877 da una casalinga e un pescivendolo, sposa ventunenne Annibale Spagnoli, da cui prenderà il cognome che porterà tutta la vita, sostituendolo al proprio; i due coniugi rilevano una drogheria e iniziano a produrre confetti tuttavia, è con Francesco Buitoni che fonda la Perugina (in un primo tempo "Società Perugina per la Fabbricazione dei Confetti" poi, dagli anni ‘20 "La Perugina - Cioccolato e Confetture") .

 

La ditta è piccola, ha solo 15 dipendenti e, con lo scoppio della guerra, le redini passano nelle sue mani e in quelle dei due figli che, da soli, portano avanti l’azienda facendola crescere e arrivando, al termine del conflitto, ad avere oltre 100 dipendenti.

 

Con il passare del tempo crescono gli attriti tra Luisa e il marito, in prevalenza per motivi lavorativi così, nel 1923, Annibale lascia la Perugina mentre la donna inizia una storia d’amore con il figlio del socio, Giovanni Buitoni.

 

Intraprendente e all’avanguardia crea nello stabilimento di Fontivegge (che verrà abbandonato negli anni ’60 per trasferirsi a San Sisto) un asilo nido, uno “strumento essenziale” per migliorare la qualità della vita dei suoi dipendenti; nel 1923 nasce quello che diventerà un mito, uno dei prodotti ambasciatori del Made in Italy, il Bacio Perugina.

 

Nel frattempo Luisa acquista un allevamento di pollame e conigli d’angora e, di lì a poco nasce l’Angora Spagnoli; l’imprenditrice è la prima a portare nel mondo della moda questo filato e, notata alla fiera di Milano, ottiene un immediato successo.

 

Produce boleri, maglie e scialli; in breve il numero dei dipendenti cresce e, per soddisfare la richiesta del mercato è necessario utilizzare il pelo di ben 250 mila conigli; Luisa nonostante il successo non perde di vista i valori della vita e continua ad aiutare i dipendenti, dando loro la possibilità di vivere una vita soddisfacente anche sul posto di lavoro.

 

Quando in tempi di povertà molti non ce la fanno e soffrono per il freddo, interviene lei e regala maglie e maglioni per scaldarsi.

 

La vita con lei però è ingenerosa, non ha ancora 60 anni quando le viene diagnosticato un cancro alla gola e la sua azienda, anche se ben avviata non è ancora all’apice; Buitoni decide di trasferirla a Parigi, sperando che qui possa ricevere le cure migliori tuttavia, non ce la fa e il 21 settembre 1935, a 58 anni, proprio nella città francese si spegne.

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