COSTUME E SOCIETA'

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Moda ecosolidale, una realtà in diffusione tra i brand

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Canapa

 

Anche la moda e il design si fanno sempre più sostenibili ed ecofriendly, prova ne è la sempre maggiore diffusione di tessuti naturali, di tinture non chimiche e di brand che propongono oggetti, abiti, accessori e calzature ideali per chi abbia sposato la filosofia vegana o semplicemente green; a tutto questo deve essere aggiunto l‘utilizzo di materiale riciclato, prodotto in zone limitrofe, e l’affidamento a una filiera che eviti gli sprechi.

 

Per essere trendy non c’è bisogno di rinunciare a nulla anche se si sceglie un capo “verde”; le erbe tintorie, opportunamente miscelate o utilizzate anche singolarmente, permettono di ottenere risultati di tutto rispetto. L’indigo restituisce uno splendido colore blu, la curcuma un bel giallo/arancio e così via.

 

Tradizionalmente, i materiali naturali sono il cotone, la canapa, la lana, il bamboo e, se di derivazione biologica si rivelano perfetti tessuti che rispettano l’ambiente evitando l’immissione di inquinanti e pesticidi nell’ambiente; chiaramente, nell’intero processo di coltivazione e produzione, è necessario evitare non solo gli sprechi ma anche tutelare e non sfruttare la forza lavoro coinvolta.

 

I tessuti naturali hanno spesso la capacità di mantenere l’umidità al giusto livello perciò un toccasana in estate tuttavia, alcuni, come la lana o la canapa, riescono a veicolare il caldo in inverno, proteggendo dal freddo.

 

Ai giorni nostri però sono sempre più diffusi i tessuti provenienti da riciclo di vari materiali, sia dalla plastica che dalla carta che, addirittura dai mozziconi di sigaretta o pneumatici da cui si riescono a ottenere cinture e accessori.

 

I grandi brand si stanno avvicinando a questa nuova tendenza e iniziano finalmente a sfornare capi e collezioni a prezzi accessibili; ne sono un esempio H&M con la collezione “Conscious Collection”,  oppure la stilista Alberta Ferretti che con Emma Watson ha presentato la collezione “Pure Treads”, completamente biologica e certificata.

 

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Proprio per quel che riguarda però la certificazione c’è però da “innovarsi” perché non esiste una vera e propria certificazione per i capi ecosostenibili; questo è sicuramente un cono d’ombra da cui uscire per avere la certezza di acquistare un prodotto che sia stato prodotto in materiale biologico, senza l’utilizzo di pesticidi o prodotti chimici, che rispettino l’ambiente e tutelino la salute umana evitando lo sfruttamento della manodopera anche minorile, garantendo condizioni di lavoro e salari equi.

 

Icea, già conosciuta per le certificazioni di prodotti cosmetici, certifica anche  che i tessuti siano stati lavorati seguendo i criteri stabiliti da Gots che, a sua volta rilascia certificazioni e la conseguente possibilità di applicazione del certificato sul prodotto finito. Ecolabel invece, certifica che nell’intero processo, dalla coltivazione allo smaltimento, l’ambiente sia intaccato il meno possibile.

 

 

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