COSTUME E SOCIETA'

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Storia del reggiseno

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M.P. Jacob Brassière

A balconcino, a fascia, preformato, push-up, all’olio, a triangolo o per l’allattamento, il reggiseno al giorno d’oggi accontenta tutte le donne e non ha più il semplice scopo di sostenere il seno ma, ha assunto una nuova valenza, è infatti spesso utilizzato per valorizzare e completare l’out-fit.

Le sue radici affondano nell’antica Roma e nelle fasce utilizzate, non tanto per sostenere quanto, piuttosto, per comprimere e nascondere le rotondità o per esaltarle quando particolarmente vistose; una funzione diversa da quella che assunse negli anni a venire anche se, un ritorno di tentativi di nascondere per assumere forme androgine, le si ritroveranno anche nel corso del ‘900.

Fu Vogue, per primo, nel 1907 a proporre il primo reggiseno, il nome era brassiere e le sue fattezze erano ancora lontane da quello che sarebbe divenuto in futuro;  solo pochi anni dopo, nel 1914, Mary Phelps Jacobs, stanca dei corsetti, brevettò il “Caresse Crosby”, un nuovo indumento nato l’anno precedente cucendo due parti di stoffa in seta, unite con del nastro rosa e cordoncini.

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Agenprovocateur

Negli anni ’20 le donne sono più filiformi e il reggiseno prende sempre più piede, è lo strumento ideale per nascondere e appiattire il seno, per interpretare appieno quello stile che viene definito alla garçonne; nel decennio successivo, con l’avvento di nuovi materiali, alcuni molto elastici e dal costo inferiore, il reggiseno trova una diffusione ancora maggiore mentre il corsetto viene abbandonato in via definitiva.

La sua evoluzione è una corsa continua e, con l’avvento delle pin-up il reggiseno non ha più lo scopo di appiattire o di garantire libertà di movimento; ora è lo strumento per sottolineare il seno, valorizzarlo, farlo risaltare e molte sono le attrici che, utilizzandolo, si mostrano in tutto il loro splendore affascinando e trasformandosi in veri e propri idoli.

Il momento più difficile però il reggiseno lo vive nell’epoca dell’emancipazione femminile quando, le donne lo bruciano affermando di fatto non solo la loro libertà e la rottura con il passato, ma la parità tra uomini e donne.

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Wonderbra

Nonostante ciò, questo indumento non viene mai abbandonato ma si ripropone più e più volte aggiornandosi nel design e nei materiali finché, negli anni ’90 nasce il primo Wonderbra (il nome in realtà fu brevettato nel 1935); è una vera rivoluzione, al punto che un sondaggio del 2008 effettuato tra 3000 donne inglesi, rivelò che questo reggiseno era considerato la più grande innovazione nel settore della moda.

Il reggiseno continua tutt’ora ad aggiornarsi, è diventato “oggetto di design”, mostrato e utilizzato per far colpo e apparire da vip e non, lo si mostra, lo si utilizza per valorizzare, per proteggere e sostenere; sportivo, di paillette, con allacciatura sul davanti o dietro, che lasci in mostra solo i capezzoli o castigatissimo, per ogni donna e per ogni occasione esiste quello giusto, basta solo cercarlo.

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Mara 03/29/2013 00:13

Ma forte questo post

Laura 03/27/2013 23:58

Uuuh il Wonderbra, me lo ricordo! Quando uscì ero una tavola da surf, ho fatto il diavolo a 4 per averlo :D

monica c. 03/27/2013 17:53

e l'ho visto pure all'acqua!