COSTUME E SOCIETA'

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La vita di una famiglia a New York nel 1948

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Siamo nel 1948. 

Mentre l'Europa e tante parti del mondo erano ancora nel pieno della ricostruzione post-bellica, con tante situazioni di miseria e di fame, la nazione americana viveva secondo altri ritmi.

Nel 1948 nessuno, più dei newyorkesi, era convinto che il sistema sociale americano fosse il migliore del mondo. Dubitare anche minimamente di ciò poteva suonare come un'eresia. In erretti basta pensare quale poteva essere la situazione in Italia solo pochi decenni prima.

La commessa di negozio, la dattilografa, la cameriera di albergo che guadagnavano da 5 a 10 dollari la settimana, erano felici di aver denaro sufficiente per portare calze di nylon, usare un buon rossetto e potersi comprare un vestitino grazioso.

Il cassiere, il ragazzo dell'ascensore, il cameriere, l'impiegato erano orgogliosi di poter frequentare le scuole superiori dopo la fine della giornata di lavoro senza che nessuno rimproverasse loro di non essere « figli di papà ».

Camminando per le strade, frequentando ristoranti, cinema, teatri, sarebbe stato raro imbattersi in una donna eccezionalmente elegante o in una macchina di gran lusso. Ma sarebbe stato ugualmente raro incontrare gente povera e dimessa.

La grande maggioranza vestiva normalmente e sarebbe stato difficile distinguere l'operaio dall'ingegnere. L'americano medio si accontentava di desiderare cose alla propria portata. Un apparecchio radio, un frigorifero, il riscaldamento centrale, e anche un automobile, tutte cose considerate indispensabili tanto dai consumatori che dai produttori.

Il consumo su larga scala permise di produrre tanti prodotti a costi contenuti, che raggiunsero una massa di consumatori molto più vasta che altrove.

L'arma da guerra commerciale costituita da radio e TV contribuirono a creare esigenze, bisogni, nuovi mercati di consumo. Ogni persona veniva convinta che quel nuovo prodotto era  proprio quello di cui aveva bisogno

Ma malgrado i più fossero soddisfatti, parecchi misero in dubbio la loro felicità.

Un' indagine del tempo rilevò che il 31% dei lavoratori intervistati dichiararono che il salario percepito era insufficiente, per condurre una vita normale. Molti avevano una storia simile a quella di un impiegato trentenne che raccontò  di non sapere come arrivare alla fine del mese, benché guadagnasse 90 dollari alla settimana — il che era parecchio superiore alla media.

Egli pensava che molte gioie della vita gli erano ingiustamente negate e riteneva che tutti i suoi sforzi non fossero sufficienti a dargli il benessere cui aspirava.

I buoni libri, il teatro, la musica erano spese che poteva permettersi solo di rado. Secondo questo impiegato le cose andavano meglio prima che la guerra scoppiasse.

Dei suoi 90 dollari alla settimana, in realtà ne percepiva 80; il resto serviva a coprire la quota di previdenza sociale e l'imposta sulla ricchezza mobile.

Con la moglie e il bambino viveva in un modesto quartiere di periferia. Il bilancio famigliare incideva per circa 50 dollari alla settimana e l'affitto per 17,5 dollari.

Rimanevano circa 13 dollari per il medico, i vestiti ed i divertimenti.

Per questa famiglia gli elettrodomestici erano ancora un lusso, la moglie doveva pulire la casa, occuparsi della maggior parte del bucato, aver cura del bambino e preparare i pasti.

Malgrado i numerosi apparecchi elettrodomestici, alla sera arrivava stanchissima. Spesso il marito l'aiutava a lavare e ad asciugare i piatti.  Se avevano voglia di uscire dopo cena, non sapevano come fare a causa del bambino.

Chi aveva soldi poteva rivolgersi ad una baby sitter ad un dollaro all'ora. Quindi un cinema sarebbe venuto a costare una bella somma. Se si era  fortunati, c'era una sorella o la madre compiacente che si occupavano del bambino mentre i genitori si concedevano un po' di svago.

Ma per lo più dopo una giornata di lavoro marito e moglie erano troppo stanchi per pensare ad uscire.

Secondo alcuni americani, che non gradivano venisse intaccata l'immagine della società americana, queste persone che si lamentavano erano quelle con meno iniziativa e le cose non stavano davvero così.

Secondo loro c'erano persone che con 60 dollari la settimana vivevano benissimo, c'erano concerti, conferenze e anche spettacoli teatrali gratuiti. Inoltre, con i moderni apparecchi elettrici di cui disponevano le donne, queste facevano molto meno fatica nei lavori di casa. Per preparare i pasti vi erano poi in aiuto un grangenere di prodotti in scatola, sandwiches e rosticcerie.

 

 

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Tonino 08/02/2015 00:02

Questo articolo è quasi fratello di quello che ho fatto io nel mio blog. Se ti va di venirlo a visitare si tratta di uno del primo post che si intitola "L'Italia del 1931"